Resurrectum - Gianfranco Nerozzi


In sintesi: 

Montagna Sacra, Arizona. Un team di astronomi gesuiti riceve dei segnali da una cometa di incredibile luminosità : una trasmissione radio del 1939 con la voce di Hitler a un raduno di massa nazista, spirali di colore che forse celano un messaggio digitale. La formula crittografica delle proporzioni divine permette di tradurre quei segnali in codice genetico speciale: DNA che non sembra umano. Lo stesso rilevato nella sacra Sindone e di cui il Vaticano non ha mai parlato. Lo stesso di una ragazzina di sedici anni, vittima di un terribile stupro. Che cosa lega questo oscuro messaggio ai disegni apocalittici ritrovati in un cimitero di neonati decapitati? Cos’è l’antico crittogramma scoperto da un prete esorcista tra le macerie di Megiddo, dove avrà luogo Armageddon, la battaglia finale fra il bene e il male? Romeo Gaslini, comandante dell’Interpol, forse non sa rispondere queste domande, ma almeno un caso deve risolverlo: scoprire chi e perché uccide i neonati, uno ogni quattro mesi nell’arco di due anni. Prima che sia troppo tardi anche per chi gli sta accanto. E per il resto dell’umanità .

Recensione: 

I libri di Gianfranco Nerozzi somigliano un po’ a delle matrioske: quelle bamboline russe di legno che, identiche tra loro ma di dimensioni sempre più piccole, si incastrano perfettamente l’una dentro l’altra, riservando una piacevole sorpresa a chi le apre.
Solo che con Nerozzi il gioco funziona un po’ al contrario: Genia, il romanzo del 2004, anziché costituire la prima bambolina da aprire, è quella più piccolina, che si incastra perfettamente in quella più grande, questo Resurrectum, insomma.
Resurrectum (con somma delusione iniziale per chi comincia a leggere) non spiega cosa sia successo al capitano Santonero dopo le sue terribili sventure nel romanzo precedente, ma fa di Santonero solo un tassello di un mosaico molto più grande di quanto si fosse pensato.
Resurrectum ribalta il punto di vista che Nerozzi aveva raccontato in Genia, introduce nuovi personaggi e i loro drammi, ci fa capire che il nero profondo in cui Santonero era precipitato nel romanzo precedente è solo una sfumatura di un nero ancora più immenso in cui tutta l’umanità rischia di sprofondare.
Il romanzo vive di vita propria, di una scrittura drammatica ma essenziale e di una incredibile ma mai fuori luogo auto-ironia dell’autore: Nerozzi (o “Nero” come lo chiamano gli amici) gioca con il suo colore, il nero appunto, una sfumatura che lo accompagna nel nome e negli affetti letterari, arrivando a far leggere a uno dei piccoli protagonisti il romanzo dal titolo Una notte troppo nera che lo stesso Nerozzi ha pubblicato per la Disney qualche anno fa.
Resurrectum è un romanzo pieno di suggestioni e di colpi di scena, in cui l’autore non ha paura di far amare al lettore i suoi personaggi e poi toglierglieli brutalmente con una morte o una terribile sventura.
Curiosità personale a parte per la sorte di Santonero (ma alla fine di Resurrectum ho un certo sospetto che se il capitano tornerà nel prossimo episodio incontrerà una certa dottoressa…) Resurrectum non può che affascinare e avvicinare nuovi lettori a questo ibrido tra thriller e horror con qualche sfumatura di fantascienza: speriamo che Nerozzi non ci faccia aspettare troppo per farci sapere come va a finire!

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